COSA E' LA PLAY THERAPY
COGNITIVO-COMPORTAMENTALE (CBPT)?

La Play Therapy Cognitivo-Comportamentale è un approccio di psicoterapia per l’età evolutiva rivolta ai bambini, anche prescolari, e ai loro genitori e rappresenta un possibile percorso di psicoterapia per intervenire sul disagio psicologico emergente. 

Nello specifico prevede l’uso terapeutico del gioco, che viene utilizzato per aiutare il bambino ad imparare come funziona il mondo, ad apprendere come relazionarsi con gli altri, a capire come affrontare le difficoltà e a trovare le possibili soluzioni.

Lo psicoterapeuta, che utilizza questo modello, punta al coinvolgimento diretto del bambino con diverse problematiche, nel processo terapeutico e integra  gli interventi cognitivi e comportamentali  all’interno di un  paradigma di terapia del gioco .  L’attività ludica, così come le forme non verbali di comunicazione verbale, sono utilizzate per promuovere lo sviluppo delle capacità di problem-solving.

 

Video presentazione sulla play therapy cognitivo-comportamentale

Pertanto, la Play Therapy Cognitivo-Comportamentale propone un quadro concettuale basato sui principi della terapia cognitivo-comportamentale, e rendendoli adeguati al  livello di sviluppo del bambino.

La progettazione di interventi di play therapy specifici per i bambini piccoli facilita il loro coinvolgimento diretto nella terapia. Fornendo questi tipi di interventi adeguati allo sviluppo, lo psicoterapeuta aiuta i bambini a beneficiare di un tipo di psicoterapia che altrimenti potrebbe essere loro inaccessibile. 

Attraverso la Play Therapy Cognitivo-Comportamentale, è possibile apprendere abilità di coping più adattive e offrire attività strutturate e orientate agli obiettivi. Fornisce inoltre uno spazio in cui il bambino può far emergere un contributo spontaneo nella sessione ed esprimere con successo le proprie esperienze. 

libro play therapy cognitivo comportamentale
Geraci Maria A. (2022). La play therapy cognitivo-comportamentale. Armando Editore. Roma

Gli incontri prevedono momenti di gioco non strutturato e momenti di gioco strutturato con attività specifiche volti ad aiutare il bambino ad apprendere un comportamento alternativo che lo aiuti a superare il suo problema e ad utilizzare ciò che ha appreso durante gli incontri ad altri contesti. È fondamentale il momento di confronto con i genitori al fine di raccogliere informazioni sui progressi del bambino e ad aiutarli a utilizzare al meglio ciò che è stato appreso durante la terapia.

Le ricerche sulla Play Therapy, in generale, supportano l’efficacia di questa terapia. In particolar modo esistono studi che dimostrano la sua efficacia su un’ampia gamma di problemi sociali, emotivi, comportamentali e di apprendimento, tra cui il disturbo post-traumatico da stress, il disturbo della condotta, la depressione, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, i comportamenti distruttivi, l’aggressività, l’ansia/la paura, l’impulsività, la bassa autostima, la difficoltà di lettura, il rendimento scolastico e il ritiro sociale. Infine, la ricerca sostiene anche l’efficacia interculturale di questa terapia e i suoi risultati benefici con una vasta gamma di popolazioni, inclusi bambini che hanno avuto malattie croniche, dolore e perdita, abuso fisico/sessuale, violenza domestica, interruzioni  di  adozione  e  problemi  di attaccamento, catastrofi naturali e stress legato a fattori di vita come il divorzio e il trasferimento (Bratton & Ray, 2000; Drewes, 2006; Ray & Bratton, 2010; Reddy et al., 2005; LeBlanc & Ritchie, 2001).

Alla luce delle evidenze scientifiche, questo modello inserito in un percorso di psicoterapia dell’età evolutiva può fornire un riscontro immediato e concreto al disagio psicologico dei bambini e delle loro famiglie.

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