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Geraci Maria A.

In questo video Maria A. Geraci, fondatrice del Centro Ricerca CBPT, ci parla della Play Therapy Cognitivo-Comportamentale.
La Play Therapy Cognitivo-Comportamentale si basa sull’uso strategico e terapeutico del gioco e permette di cambiare credenze e pensieri disadattivi nei bambini. Il gioco viene usato per co-facilitare l'espressione dei pensieri e dei sentimenti del bambino permettendo un cambiamento adattivo dei comportamenti.

ARTICOLI

L’ abuso sessuale e l’uso del gioco in psicoterapia

2 Aprile 2021/

L’ abuso sessuale ha un significativo impatto traumatico e delle conseguenze a lungo termine sul bambino che possono perdurare anche in età adulta. La Play Therapy Cognitivo-Comportamentale (CBPT) offre ai bambini un quadro di riferimento concettuale che dà loro la possibilità di rivelare quanto accaduto e di esprimere indirettamente le loro emozioni, i loro pensieri e le loro credenze.

I bambini davanti al divorzio dei genitori

16 Febbraio 2021/

Il divorzio dei genitori è considerata un’esperienza  di grande stress che spesso accelera la manifestazione di una complessa gamma di sintomi nei bambini. La Play Therapy Cognitivo-Comportamentale (CBPT) consente ai bambini che si trovano ad affrontare un divorzio durante il loro sviluppo di acquisire specifiche competenze che determineranno la loro capacità di fronteggiamento dell'evento.

Il silenzio assordante del Mutismo Selettivo

1 Febbraio 2021/

I bambini con Mutismo Selettivo hanno il controllo sul loro silenzio. Per cambiare, quindi, devono assumere il controllo del loro parlare. La Play Therapy Cognitivo-Comportamentale (CBPT) risulta essere efficace perché consente, ai bambini, di essere parte del cambiamento, di provare un senso di padronanza e controllo sul parlare e di apprendere risposte più adattive a situazioni che causano il silenzio.

Espressione della rabbia e Play Therapy Cognitivo-Comportamentale

28 Settembre 2020/

Questo studio dimostra l' efficacia di un intervento di Play Therapy Cognitivo-Comportamentale sull' espressione della rabbia di un soggetto singolo. I ricercatori hanno applicato questo modello terapeutico per intervenire direttamente sui pensieri del bambino al fine di aiutarlo ad incrementare il suo autocontrollo e ad esprimere le emozioni negative in modo costruttivo.

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